Teca 2

Nell’epoca di Vivaldi il libro di musica era in gran parte manoscritto. Tuttavia, non pochi erano i volumi stampati con la tecnica dei caratteri mobili introdotta in Occidente da Johann Gutenberg intorno al 1455.

Con i caratteri mobili furono date alle stampe, ad esempio, le Suonate da camera op. 2 di Antonio Caldara esposte in teca. Uscite nel 1701 a Venezia dai torchi di Giuseppe Sala – lo stesso tipografo che quattro anni più tardi pubblicò le Suonate da camera a tre op. 1 di Vivaldi – esse esemplificano alcuni dei limiti di questa tecnica nella resa dei testi musicali. Il testo, infatti, risultava faticoso da leggere per l’esecutore a causa, in particolare, della frammentazione del rigo, dell’impossibilità di unire crome e semicrome con le loro travature e di indicare correttamente le legature.

Alcune innovazioni vennero introdotte da Antonio De Castro, libraio e stampatore attivo sempre a Venezia nella seconda metà del Settecento. Egli realizzò nuovi caratteri tipografici dei quali diede esemplificazione nel suo Manifesto d’una nuova impresa di stampare la musica in caratteri gettati nel modo stesso (1765). Nel Manifesto dichiarò fra l’altro: «si è perciò studiato il mezzo di stampare qualunque composizione in caratteri uniformi a que’ della musica scritta» (ovvero ad imitazione della musica manoscritta). In teca si può apprezzare una partitura pubblicata proprio da De Castro.